Home » Lifestyle » Contratti di locazione di immobili uso abitativo

Contratti di locazione di immobili uso abitativo

Inviato da dbCasa blog 29 novembre 2012 Commenti disabilitati su Contratti di locazione di immobili uso abitativo

Contratti di locazione di immobili uso abitativo
80% 4 1

La disciplina delle locazioni ad uso abitativo è dettata dalla legge 431 del 1998 che ha abolito il regime vincolistico in precedenza previsto dalla legge 392/78 conosciuta come “equo canone”, che obbligava ad affittare gli immobili ad un canone prestabilito.

Oggi, chi decide di concedere o prendere in affitto una casa ha a disposizione altre tipologie di contratti. Tra questi, esistono due possibili forme contrattuali:

1) Contratti a canone libero: si basano sulla libera contrattazione tra il locatore e il conduttore. Hanno durata obbligatoria di 4 anni + 4 di rinnovo e non hanno alcun beneficio fiscale, infatti l’Irpef è calcolata sull’85% del canone percepito.

2) Contratti a canone concordato: il canone deve essere compreso entro i limiti minimi e massimi, determinati sulla base di accordi raggiunti in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini. Si dividono in contratti ad uso transitorio e ad uso studenti universitari. Il contratto ad uso transitorio può essere stipulato solamente in presenza di comprovate particolari situazioni in capo al locatore (es. necessità personale) o dell’inquilino (es. contratto di lavoro a tempo determinato) e la durata va da un minimo di 1 mese fino ad un massimo di 18 mesi non rinnovabili. Il contratto studentesco ha durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi e può essere stipulato solo a studenti universitari. I proprietari che adottano questa tipologia contrattuale godono di agevolazioni fiscali, infatti l’imposta di registro viene ridotta del 30% e l’Irpef è calcolata sul 59,5% del canone annuo.

Tutti i contratti di locazione devono essere obbligatoriamente registrati dall’affittuario o dal proprietario, qualunque sia l’ammontare del canone pattuito, versando le imposte dovute.

Il termine per la registrazione del contratto di locazione è di 30 giorni dalla data di stipula o dalla sua decorrenza (se anteriore). Se la durata del contratto non supera i 30 giorni complessivi nell’anno, non si è obbligati alla registrazione del contratto. Per la registrazione dei contratti sono previste due tipologie di tassazione:

Regime ordinario: si applica per tutti i contratti di locazione da chiunque stipulati. Per la registrazione è obbligatorio il versamento delle imposte di registro e bollo

Regime sostitutivo: si applica soltanto sui contratti di locazione ad uso abitativo stipulati al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte e professione (restano escluse, quindi, le società e gli enti non commerciali). È un regime facoltativo e la scelta spetta soltanto al locatore. Per la registrazione, a differenza del regime ordinario, si versa un’imposta sostitutiva (cedolare secca) invece delle tradizionali imposte di registro, bollo, Irpef e relative addizionali.