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Pitture Autopulenti Fotocatalitiche

Inviato da dbCasa blog 23 gennaio 2013 Commenti disabilitati su Pitture Autopulenti Fotocatalitiche

Pitture Autopulenti Fotocatalitiche
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Pitture Autopulenti Fotocatalitiche 1Sulle facciate di un palazzo storico l’applicazione della pittura ai silicati fotocatalitica ha sostituito la tinteggiatura con idropittura esistente

Nella città moderna, fortemente caratterizzata dal traffico veicolare, un intervento di pulitura sulla facciata ha una durata media di 3/4 anni, dopodiché le superfici ripulite tornano ad ingrigirsi per l’aggressione del nero fumo. Anche le grandi superfici vetrate dei più moderni e futuristici edifici dell’architettura contemporanea non si sottraggono a questo destino determinando alti costi di manutenzione per la deposizione di composti organici colorati sulla loro superficie. L’opinione pubblica richiede quindi contromisure efficaci, chiamando in causa aziende private e pubbliche amministrazioni perché elaborino soluzioni adeguate e progetti concreti. Grazie alla ricerca e al progresso tecnologico oggi siamo in grado di dimostrare come effettivamente lo sporco possa essere combattuto con soluzioni piuttosto semplici e a bassi costi, attraverso la fotocatalisi. Con una reazione chimica simile a quella naturale della fotosintesi clorofilliana del mondo vegetale, una precisa sostanza – detta fotocatalizzatore – attraverso l’azione della luce attiva un forte processo ossidativo, che porta alla decomposizione delle sostanze organiche ed inorganiche che entrano in contatto con tali superfici.

L’interesse scientifico e tecnico per le applicazioni della fotocatalisi è cresciuto negli ultimi anni al punto d’assumere un ruolo integrante della strategia mirante a ridurre l’inquinamento ambientale. I prodotti fotocatalitici in grado di abbattere l’inquinamento atmosferico sono da poco rientrati nelle “Linee guida per l’utilizzo di sistemi innovativi finalizzati alla prevenzione e riduzione dell’inquinamento ambientale” indicate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio con D.M. del 01.04.2004 in attuazione della Legge n.045 del 16.01.2004. L’elenco dei Sistemi e delle Tecnologie innovative redatto dal Ministero dell’Ambiente riporta infatti (codice St001) i materiali fotocatalitici: “malte, pavimentazioni, pitture, intonaci e rivestimenti contenenti sostanze fotocatalitiche con biossido di titanio per la riduzione degli ossidi di azoto, batteri ed altri inquinanti atmosferici”.

In sostanza quindi oggi sono già presenti sul mercato e disponibili per amministrazioni pubbliche, progettisti e imprese, nuovi materiali edili e speciali rivestimenti contenenti biossido di titanio (TiO2), in grado di “catturare” e “fagocitare” gli inquinanti atmosferici che possono essere facilmente eliminati dall’acqua piovana vantando la proprietà di autopulirsi se esposti all’adeguato irraggiamento solare.

Intonaci fotocatalitici

Tra i molteplici prodotti che ogni anno vedono il loro ingresso in questo settore, le pitture, i prodotti rasanti e cementi speciali contenenti biossido di titanio sono quelli che interessano il settore delle facciate. Tra questi, gli intonaci fotocatalitici rappresentano uno degli sviluppi più interessanti per il mondo del restauro e del recupero del patrimonio edilizio esistente.

Essi trasformano le sostanze inquinanti, tramite la decomposizione dei microrganismi, in residui non nocivi, determinando un effetto di “antisporcamento” delle superfici trattate e un’azione antibatterica ed antimuffa per ossidoriduzione fotocatalitica degli elementi e mantenendo sempre alti i valori di permeabilità al vapore acqueo e d’idrorepellenza. Tali principi sono sfruttati anche dall’industria del colore che utilizza come catalizzatori diversi tipi di pigmenti i quali, mescolati nei colori, possano avere la caratteristica d’innesco del processo fotocatalitico, con il risultato di sfruttare questa reazione chimica più rapidamente. I prodotti fotocatalitici in grado di abbattere l’inquinamento atmosferico, definiti “ecorivestimenti”, sono presenti sul mercato italiano da alcuni anni. In questa situazione d’ingresso in commercio, è facile intuire come i costi di questi prodotti, sebbene non sia molto più elevati di quelli degli altri tradizionali usati finora, rappresentino pur sempre per la committenza una spesa maggiore da sostenere per il loro utilizzo nei cantieri.

I vantaggi degli autopulenti

Pitture Autopulenti Fotocatalitiche 2Il bisogno di un ambiente più pulito e di una maggiore qualità della vita è senza dubbio condiviso da tutti, ma perché mai un condominio dovrebbe sostenere spese maggiori per rifare la facciata del suo stabile, quando non esiste ancora una politica che incentivi l’utilizzo di prodotti con queste caratteristiche? In questo momento, in attesa di concrete risposte politiche delle Pubbliche Amministrazioni, l’unico argomento che può realmente incentivare l’adozione di questi prodotti nell’edilizia comune è quello della riduzione dei costi manutentivi a seguito all’applicazione di questi prodotti.

Le superfici fotocatalitiche sono infatti principalmente “autopulenti”: catalizzano i depositi inquinanti che solitamente sporcano le nostre facciate e li trasformano in residui innocui (principalmente carbonati di calcio, nitrati e sali minerali) e quantitativamente irrilevanti. Perciò si può affermare che una facciata trattata con prodotti fotocatalitici annerisce in tempi nettamente superiori ad una realizzata con prodotti normali, riducendo la periodicità dell’intervento manutentivo.

Il cantiere di Milano

Sono queste considerazioni che hanno spinto i soggetti coinvolti in una recente operazione di restauro conservativo di un edificio privato milanese, fortemente esposto all’inquinamento da traffico veicolare, ad utilizzare una pittura fotocalitica ai silicati. Si è trattato di uno dei primi casi di utilizzo di ecorivestimenti nel restauro e recupero di facciate private. In questo cantiere a Milano in c.so Venezia sono stati utilizzati i prodotti della TioTu, azienda che si occupa della promozione di prodotti fotocatalitici a base di biossido di titanio (TiO2). Si tratta di una società tra le più sensibili del settore, che ha subito sposato la tecnologia dei silicati in collaborazione con il più importante produttore mondiale e con una tra le più esperte imprese esecutrici di pitture ai silicati, esistente sul mercato ormai da quasi un secolo. Nel nostro caso sono stati utilizzati: TioTuFibromineral-ME quale prodotto rasante in polvere fotocatalitico traspirante e con effetto autopulente dalla notevole flessibilità e resistenza ai raggi ultravioletti, all’usura ed all’invecchiamento; garantisce una forte adesione alle superfici ed è idoneo per cicli di pitturazione inorganici quali silicati, silossani e calce.

Applicandolo prima a taloscia e poi tirandolo a frettazzo si ottiene una superficie omogenea, esente da ritiri e cavllature, dall’aspetto simile all’intonaco civile a grana fine. TioTuTiosol-ME quale pittura ai silicati; questa pittura fotocatalitica a base di sol di silicati e silicato liquido di potassio ha una particolare combinazione, costituita da pigmenti speciali e leganti nanometrici, che consente la sua applicazione diretta e senza ponti d’adesione non solo su fondi minerali, ma anche su una pluralità di supporti organici.

altre informazioni su: http://www.facciatemt.it