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Gestione «consapevole» e Condominio Condiviso

Inviato da dbCasa blog 23 dicembre 2013 Commenti disabilitati su Gestione «consapevole» e Condominio Condiviso

Gestione «consapevole» e Condominio Condiviso
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Servizi comuni e gestione «consapevole»: il condominio diventa più accessibile
La Riforma del condominio “scende in strada” e va letteralmente incontro ai cittadini, con un tour di corsi gratuiti che partono da Milano ma si estenderanno presto ad altre città italiane. condominio condivisoI corsi patrocinati dal Comune di Milano e organizzati da Confabitare  – associazione  proprietari  immobiliari – si svolgeranno a partire da gennaio in ciascuna delle nove zone della città meneghina, secondo un calendario definito, per dare a proprietari e inquilini la possibilità di avvicinare meglio, comprendere e valutare gli effetti della legge 220/12 entrata in vigore meno di sei mesi fa.
Una riforma in parte già riformata, con i recenti correttivi partiti da quei suggerimenti di associazioni di proprietà e amministratori sviluppati durante il forum organizzato  lo scorso mese di  maggio. E soprattutto una riforma non ben compresa dai tanti ai quali l’iniziativa si rivolge. Per questo i 32 articoli della legge saranno analizzati e confrontati con la vecchia normativa anche con l’aiuto di esempi pratici di vita e di diritto condominiale, e l’intervento di una serie di esperti e professionisti.
«Nella riforma c’è molto più dei contenuti sui quali si è concentrata la maggior parte dei media, come la caduta del veto sugli animali domestici o l’opportunità, a certe condizioni, di distaccarsi dal riscaldamento centralizzato», spiega il presidente  nazionale  di Confabitare, Alberto Zanni. «Purtroppo molti proprietari e inquilini non conoscono a pieno un testo che consente la trasparenza operativa e finanziaria e dà la possibilità di controllare l’attività dell’amministratore. La nostra è la prima iniziativa del genere in Italia, rivolta a tutti, e si affianca a una campagna sociale di sensibilizzazione del condominio condiviso».
Il condominio condiviso
Una campagna però brand-free, alla quale hanno già aderito oltre a Confabitare, anche Sunia, Sicet, Legambiente, CasaClima, . «Da tempo – dice Zanni – insistiamo per migliorare i rapporti di condivisione tra condomini, attraverso quelle buone pratiche che possono non solo far risparmiare, ma far crescere la solidarietà spesso assente all’interno dei complessi».
“Io condivido il condominio” è il nome della campagna, che si nutrirà delle esperienze già avviate in tal senso portando a esempio casi come quello della badante o della tata di condominio, dei gruppi solidali d’acquisto, della biblioteca condivisa. Queste esperienze, sorta di cohousing o coresidenza dove i condòmini realizzano la condivisone di parti comuni (per farne luoghi operativi e di aggregazione di interessi) o di servizi (dall’assistenza alla persona fino all’auto), si sta pian piano diffondendo e sta innovando il modo di abitare.
Un’indagine condotta da Confabitare e conclusa il mese scorso su un campione di mille famiglie milanesi ha messo in luce che la grande maggioranza è attratta dall’idea (anche come bisogno culturale): tra entusiasti, curiosi e interessati selettivi, quasi l’80 per cento.
Certo poi si tratta di tradurre nella pratica le intenzioni, e si conoscono i tanti ostacoli. Basta guardare ai dati sui rapporti di vicinato; quasi il 40% degli abitanti interpellati ammette: «sono tanti anni che vivo qui e non conosco ancora i miei vicini». Perciò in molti auspicano un coinvolgimento che consenta di far crescere anche le relazioni personali.

Alberto Zanni – Presidente Nazionale – Confabitare

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