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Sprechi di energia? Si procede verso l’ecoedilizia

Inviato da dbCasa blog 29 agosto 2013 Commenti disabilitati su Sprechi di energia? Si procede verso l’ecoedilizia

Sprechi di energia? Si procede verso l’ecoedilizia
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case-ecosostenibili - 1L’Italia è un paese ricco di risorse naturali, questo è risaputo. Purtroppo queste opportunità vengono spesso sprecate o lasciate a se stesse. È sufficiente ricordare che la maggior parte degli edifici che costituiscono le città italiane sono stati costruiti prima della Legge 373/1976.

Vale a dire quel provvedimento che impone delle limitazioni rispetto allo spreco energetico, soprattutto di origine fossile. Che significa questo? Sta a indicare che il 70% degli edifici non trattiene calore dai muri, dalle finestre o dal tetto, obbligando così ad aumentare il consumo di energia.

La storia e limitazione degli sprechi

In passato è stato fatto molto lavoro indirizzato alla sensibilizzazione della popolazione a proposito di questo argomento.
L’Europa ha fatto tanto per unificare gli animi rispetto allo spreco di energia, a cominciare dal 1992 quando fu organizzato il primo incontro globale a Rio de Janeiro. Dopodiché il Protocollo di Kyoto, nel 1992, segnò un altro tassello fondamentale nella battaglia contro il riscaldamento globale.

Grazie a questi e tanti altri movimenti mondiali e europei la direzione che è stata presa è quella buona: eco sostenibile e propositiva. Perciò l’Europa si prospetta come obiettivo il raggiungimento della “casa passiva”, vale a dire un immobile che non produca emissioni, né disperda energia nell’ambiente. In sostanza si intende una casa che si inserisca perfettamente con l’ecosistema circostante, anche se ciò non è raggiungibile dagli edifici già costruiti. Fortunatamente da circa dieci anni esistono facilitazioni e sgravi fiscali che consentono migliorie alle nostre case, in modo da agire sull’impiantistica migliorando il rendimento energetico.

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Qualche metodo per ridurre le emissioni

In quale modo però può essere ridotta la dispersione di energia nell’ambiente? Isolando gli ambienti con materiali idonei, costruendo una sorta di cappotto che conservi l’energia interna e realizzando quindi edifici e case ecosostenibili. Molti sono oggi i materiali disponibili: dal legno fino ad intonaci termodinamici. Ovviamente i vincoli paesaggistici (di cui il nostro Paese certamente non scarseggia) possono in qualche modo influenzare l’impianto di queste strutture che, a volte, influenzano l’esterno degli edifici.

Le dispersioni di energia nell’ambiente non finiscono qui, purtroppo. Non solamente la casa in sé produce e disperde calore, ma anche il suo ciclo di produzione comporta una serie di processi a volte molto costosi per l’ambiente.

Ricavare ghiaia da cave minerarie, per esempio, permette si di produrre cemento, nonostante ciò le polveri sottili che fuoriescono dalla produzione inquinano l’aria. Un altro esempio può essere costituito da vernici costituite da elementi chimici, oppure in passato dall’amianto (altamente cancerogeno), ora fortunatamente bandito.

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Recuperare perciò gli edifici italiani è un’operazione che deve proseguire, camminando nella direzione della riqualificazione ambientale. Poiché se si utilizzano materiali eco sostenibili, significa che anche nei processi di produzione di questi stessi materiali non ci sarà eccessivo inquinamento e contaminazione dell’aria.

Procedendo in questa direzione ci si avvicina a piccoli passi verso quello che è l’obiettivo europeo previsto per l’anno 2020: la riduzione dei consumi energetici primari del 20% . Per fare ciò è necessario spingere l’acceleratore sulla progettazione eco compatibile e sugli sgravi fiscali in fatto di ristrutturazione.

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